La frenetica vita moderna, il più delle volte, porta ad avere assoluta necessità di una pausa nel proprio lavoro. Allora, perché non prendersi un anno sabbatico e lanciarsi in una vacanza avventurosa? Se si è alla ricerca di una ispirazione, questa storia vera di viaggio potrà essere particolarmente utile.

 

Il mio viaggio in bicicletta: la storia vera di Daniele Tani

 

Questo, è il mio racconto, la storia del mio primo epico viaggio in bicicletta in India. Quando ero poco più che un adolescente quando mi domandavano, sia a scuola e sia casa, cosa volessi fare da grande, io rispondevo sempre che volevo andare in bicicletta in giro per il mondo e raccogliere fondi per beneficenza.

Ebbene sì, a differenza di tanti altri bambini che desideravano diventare chi medico, chi calciatore o star dello spettacolo, io avevo questo sogno.

Poi, la dura realtà mi fece cambiare programma. Dopo la laurea, mi ritrovai a lavorare in ufficio dalle nove del mattino fino alle cinque del pomeriggio. Una vita, quindi, costellata di appuntamenti, di impegni. Insomma, la vita che tanti di voi si ritrovano a fare ogni santo giorno.

Tuttavia, mi sentivo sempre più infelice. Quella parte di me restata bambino sognava ancora di prendere una bicicletta per andarmene in giro per il mondo. Ebbene, dopo oltre vent’anni passati tribolando, una bella mattina presi il coraggio a quattro mani. Era arrivato il tempo di concretizzare questo sogno.

Quindi, mi presi un anno sabatico per realizzare un viaggio in bicicletta in India.

La meta non era casuale. Infatti, ero rimasto affascinato dai racconti di Salgari incentrati in questa fantastica e mitica parte del mondo. Senza voler anticipare troppo, avevo creduto di poter progettare il tutto all’ennesima potenza.

Nella realtà, mi sono, più volte trovato ad affrontare situazioni difficili che, tuttavia, mi hanno fatto profondamente mutare il mio modo di vedere la vita.

Tralasciando il fatto che venni inseguito da alcuni elefanti selvatici del Parco nazionale di Bandipur, rapinato da banditi e rischiato, per ben due volte, l’arresto, il mio viaggio in bicicletta per l’India è un qualcosa che resterà per sempre nel mio cuore e nella mia memoria.

Anche se originariamente il mio sogno prevedeva la partenza dal mio paese nel Veneto, ragioni pratiche dettate da problematiche internazionali, mi hanno fatto decidere di fare questo viaggio in India in bicicletta, partendo proprio da questo incredibile paese.

Questo è stato l’unico lusso che mi sono concesso. Per il restante, ho viaggiato solamente in bicicletta cercando di poter mangiare e dormire come ospite.

Quello che non mi potrò mai dimenticare sono proprio le tante persone meravigliose che ho incontrato in ogni paese della misteriosa India, che mi hanno invitato nelle loro case per celebrare feste locali, ascoltare musica, ballare, cantare, mangiare, e condividere le rispettive culture, credenze, storia e stile di vita.

Dopo quasi sei mesi nei quali avevo scorrazzato per l’India in bicicletta, decisi di concludere questo mio stupendo viaggio in quello che è considerato come uno dei più preziosi gioielli di questo paese, Orchha. La sua bellezza è assolutamente struggente, nostalgica. Un luogo, ove il tempo sembra essersi fermato. In effetti, è davvero un posto speciale dell’India placidamente disteso lungo il fiume Betwa.

Ancora oggi, nonostante i miei vari viaggi in bicicletta fatti in Europa, porto dentro di me questi incredibili ricordi, come quelli che ho vissuto a Chembakolli.

Qui, in questo bellissimo villaggio avevo fatto tappa e, quasi per caso, accennai il fatto che proprio quel giorno compivo gli anni. Ebbene, mai più festa di compleanno fu più bella di quella.

Un vero proprio carnevale di persone che battevano i tamburi, cantavano, è, in una sorta di tifo calcistico, sventolavano rudimentali striscioni con su scritto Buon compleanno Daniele.

Tutto quello che feci non fu altro che accucciarmi e piangere lacrime di gioia. Avevo vissuto il mio sogno.

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